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"Importante vertice chiarificatore"

  • Categoria: Notizie
  • Mercoledì, 22 Luglio 2015
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"Importante vertice chiarificatore"

"Un incontro importante e chiarificatore, che apre molte aspettative rispetto ad un'emergenza nella quale siamo impegnati dal 2013 e che ha sortito l'impegno da parte della politica di volersene finalmente e seriamente occupare in modo condiviso e concertativo e dare il via a tutti gli interventi necessari".
Coldiretti Lecce commenta così l'incontro di lunedì in Prefettura con il commissario europeo Vytenis Andriukaitis, il ministro Maurizio Martina ed il governatore della Puglia, Michele Emiliano.
Una delegazione formata dal presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, dal presidente della federazione leccese Pantaleo Piccinno e dal direttore Giuseppe Brillante ha illustrato al commissario europeo un documento di proposte in cui si ribadisce che ogni intervento deve partire da un dato di fatto inappuntabile, ovvero che la Puglia è "parte lesa e vittima delle evidenti lacune nei controlli fitosanitari che hanno consentito l'ingresso all'interno del territorio comunitario di Xylella fastidiosa".
Come parte lesa il Salento non può essere dunque abbandonato a se stesso, ribadisce Coldiretti Lecce, "ma nell'interesse dell'olivicoltura europea e mediterranea, riteniamo che debba diventare quello che per primi abbiamo definito uno straordinario laboratorio a cielo aperto, nel quale si realizzi una infrastruttura immateriale che sia nodo di una rete di relazioni tra ricerca scientifica e aziende agricole, tra ipotesi scientifiche e trasferimenti di conoscenze, tra formazione degli operatori e informazione dei cittadini".
In tale ottica - dice il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno - vanno privilegiati "comportamenti conservativi piuttosto che inutilmente distruttivi. In questo modo si potranno sperimentare, nelle condizioni più estreme e difficili, possibili terapie, strategie di contenimento e difesa dal patogeno e verifica delle forme di tolleranza/resistenza delle cultivar presenti o di cutivar non autoctone che potrebbero essere testate nella stessa area".
Efficacia di azione, dunque, ma nel massimo rispetto delle sensibilità espresse dal territorio. Per questo Coldiretti lancia quattro proposte, tutte compatibili con il decreto ministeriale del 19 giugno:
1)​ la rimozione degli ulivi malati che si trovano in area infetta nella fascia di venti km al di sotto del confine amministrativo della provincia di Lecce, possa avvenire su base volontaria con taglio e distruzione in situ, ovvero su base obbligatoria con espianto e trasferimento in area infetta a sud dei 20 km ed allocazione in area protetta;
2) in quest'ultima parte dell'area infetta sia eliminato il divieto di impianto di piante potenzialmente ospiti del patogeno perché irrilevante ai fini statistici per l'incremento del rischio di diffusione della malattia
3)​ la rimozione degli ulivi malati che si trovano nella restante parte dell'area infetta avvenga solo su base volontaria e non obbligatoria;
4) la previsione di espianto di tutte le piante potenzialmente ospiti del patogeno attorno all'eventuale pianta malata nel raggio di 100 metri, sia effettuata solo su piante che, attraverso analisi, siano chiaramente contaminate; tale controllo potrà essere eseguito con tempistica quindicinale in modo da sterilizzare l'area contaminata senza "desertificarla";

Va poi implementata la ricerca. "ll cluster tecnologico regionale Tapass, già finanziato dalla Regione Puglia, rappresenta un felice esempio di integrazione di competenze e di coinvolgimento dell'intero sistema di ricerca pugliese con il coordinamento istituzionale del D.A.Re. Puglia", sottolinea il presidente Piccinno. "Un ottimo punto di partenza per il quale è auspicabile una ulteriore evoluzione, attraverso il contributo dei migliori centri di ricerca italiani ed europei".
Grande preoccupazione per il settore vivaistico. "Ad oggi nessun intervento di sostegno o accompagnamento è stato messo in atto con gravi conseguenze anche sotto l'aspetto occupazionale". Paradossale in particolare il blocco delle barbatelle di Otranto, soprattutto alla luce dei numerosi test di laboratorio da cui si evince che il ceppo Codiro di Xylella non infetta la vite. "Stride il contrasto rispetto all'approccio relativo alla Flavescenza Dorata che, pur essendo patologia da quarantena già presente in Europa, non prevede le stesse restrittive misure preventive imposte per la Xylella e che lascia liberi i vivaisti di regioni italiane ed europee in cui la presenza di tale patologia è conclamata, di continuare a far circolare materiale di propagazione".
A tre anni dall'evidenza dei primi fenomeni di disseccamento, conclude Coldiretti, "è evidente che l'impianto legislativo in essere non è adeguato ad un fenomeno dalle caratteristiche uniche ed epocali come questo. E' opportuno - conclude Piccinno - che accanto agli stanziamenti già effettuati si costruisca un quadro normativo idoneo a consentire i più opportuni indennizzi e il ristori dei danni alle aziende agricole colpite e al resto della filiera produttiva interessata, a cominciare dal comparto della trasformazione olearia, cooperative e frantoi ed al comparto vivaistico".

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