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Coldiretti Lecce dona otto quintali di ortofrutta alla Caritas

  • Categoria: Notizie
  • Martedì, 28 Luglio 2015
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Coldiretti Lecce dona otto quintali di ortofrutta alla Caritas

Un momento importante, dedicato alla solidarietà, ma anche un messaggio per richiamare l'attenzione sulle produzioni ortofrutticole del made in Italy. Questa mattina, a partire dalle 11, Coldiretti Lecce, ha voluto celebrare in modo gioioso e all'insegna della condivisione e della generosità la giornata dedicata al primato italiano in Europa nella produzione di ortofrutta, donando otto quintali frutta e verdura alla Caritas di Lecce.

L'iniziativa
I produttori di "Campagna Amica" di Coldiretti Lecce, accompagnati dal Presidente Pantaleo Piccinno e dal direttore Giuseppe Brillante, hanno distribuito presso la parrocchia San Giovanni Battista, in via Novara a Lecce, assieme a don Attilio Mesagne, direttore della Caritas del capoluogo salentino, decine di meloni, angurie, pesche, nettarine, pomodori, "melonceddhe" ad oltre un centinaio di persone, tra immigrati e bisognosi. Un momento di condivisione speciale, sottolineato da un grande applauso che la folla che si accalcava sotto gli stand gialloverdi, ha tributato spontaneamente a Coldiretti Lecce e ai suoi produttori.

Al fianco degli ultimi

"Al di là della quantità, gli otto quintali di frutta e verdura distribuita - commenta il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno - è stato un nostro pensiero speciale rivolto alle persone bisognose che in questo momento di crisi economica non riescono a comprare la frutta e la verdura. Ed a proposito di difficoltà, abbiamo voluto anche accendere i riflettori su una situazione paradossale: i produttori vendono la frutta e la verdura a prezzi insignificanti, mentre nei vari passaggi della filiera della commercializzazione al consumatore arriva a costi spesso inavvicinabili".

Tra i tanti beneficiari dei gustosi doni della Coldiretti anche tanti immigrati. "La campagna è inclusiva - osserva il direttore Giuseppe Brillante - ed ha bisogno di forza di lavoro da tutto il mondo. Noi accogliamo a braccia aperte gli extra comunitari ed è grazie al loro lavoro ed impegno che il Made in Italy ortofrutticolo può mantenere i livelli attuali, sia quantitativi che qualitativi".

La soddisfazione della Caritas

Commenta con entusiasmo l'iniziativa don Attilio Mesagne, direttore della Caritas. "Abbiamo scelto la chiesa di San Giovanni Battista, nel cuore della 167, perché è qui che si concentra il disagio. Ringraziamo Coldiretti per questa giornata di giustizia sociale, occasione importante per sensibilizzare le istituzioni affinché lavorino non per il benessere, che a volte è esclusivo, ma per il bene comune. Viviamo un tempo difficile, in cui si lotta per stare in piedi ed oggi abbiamo restituito ai nostri fratelli in stato di bisogno qualcosa che la società ha tolto loro".

Il Salento dal cuore "verde"

Solidarietà e grande cuore, dunque, ma anche attenzione ad un settore, come l'ortofrutta, di grande importanza per l'agricoltura salentina. Solo di pomodori destinati all'industria la provincia di Lecce esprime 28mila tonnellate di produzione annua. La coltivazione di angurie si estende su 1500 ettari tra le campagne di Nardò, Copertino e Galatina. Il fiore all'occhiello del comparto è poi rappresentato dalla patata Sieglinde di Galatina che ha ottenuto il riconoscimento Dop, denominazione di origine protetta, e che vede una domanda crescente dai mercati non solo italiani ma di tutta Europa.

La forza lavoro che viene da lontano

Attenzione particolare di Coldiretti Lecce, con questa iniziativa, anche agli immigrati, soprattutto alla luce della tragedia avvenuta nella campagne di Nardò, dove un bracciante agricolo sudanese abusivo, 46 enne, è stato stroncato da un malore. Una notizia accolta con sgomento e rammarico dalla federazione leccese.
Proprio alcuni giorni fa, in un intervento nell'Assemblea della Coldiretti al Padiglione Italia di Expo, il presidente Roberto Moncalvo ha ribadito che senza il quotidiano lavoro di 322mila migranti nelle campagne italiane non ci sarebbe il Made in Italy a tavola che ha permesso al nostro Paese di ottenere primati in tutto il mondo, ed è stato lanciato da Coldiretti un progetto contro il lavoro nero, tanto più necessario considerata l'emergenza accoglienza legata ai nuovi sbarchi di immigrati.

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